La risposta è nei 3 strumenti che lo yoga ci offre da usare, in questo ordine:
- le ASANA (le posizioni del corpo) con cui rendiamo il corpo flessibile e rilassato
- il PRANAYAMA (i metodi di respirazione) che fa da tramite fra materialità del corpo e la spiritualità della mente
- la MEDITAZIONE.
Quando pratichiamo in sequenza tutti e tre, riusciamo non solo a rinforzare il corpo ma anche ad aprire la nostra mente.
Le ASANA sono generalmente il primo approccio che noi occidentali abbiamo con lo yoga.
Come succede alla maggior parte di noi, il puro esercizio fisico delle ASANA, porta in poco tempo grandi benefici per il mal di schiena, i dolori articolari, il mal di testa, lo stress. Il nostro modo di avvicinarci a questa antichissima filosofia è quindi quello che ci è più familiare, ma è anche il più riduttivo.
Potremmo tranquillamente avere buoni risultati anche con il Pilates o con altre discipline.
Non prendere in considerazione PRANAYAMA e MEDITAZIONE ci priva infatti di una parte fondamentale per vivere in noi stessi un profondo cambiamento. Se vogliamo trasformare il nostro rapporto con il mondo esterno infatti, dobbiamo partire da dentro di noi.
Con lo yoga mettiamo in connessione corpo e spirito, riportando alla stessa importanza entrambe le sfere e risvegliando il nostro potenziale.
La meditazione ci fa vivere nel momento presente aiutandoci a vivere meglio tutto quello che sembra sopraffarci.
Ci aiuta a creare uno spazio in cui siamo pienamente consapevoli, ci fa riflettere prima di decidere come reagire agli stimoli esterni e a prendere decisioni migliori.
Ma come si fa per iniziare a meditare?
Abbiamo visto in un articolo precedente quali sono i metodi di meditazione più conosciuti.
La meditazione che insegno nei corsi MioYoga ha un “approccio occidentale” e, come tutto quello che riguarda il metodo MioYoga, è quella che utilizzo io stessa:
si basa sulla meditazione Kundalini attraverso meditazioni guidate precedute da esercizi di Asana e Pranayama con cui iniziamo a rendere la respirazione consapevole e gradualmente a farci guidare dall’immaginazione.
Qui di seguito ti consiglio invece un metodo molto semplice da poter fare anche da soli, che richiede soltanto pochi minuti.
Per cominciare siediti in una posizione comoda, a terra oppure su una sedia.
È importante che la schiena sia ben dritta così da non comprimere l’addome e il torace.
Rilassati, socchiudi gli occhi e inizia a prendere consapevolezza del tuo respiro.
Inspira ed espira lentamente dal naso e cerca di contare quanto tempo impieghi a inspirare e quanto tempo impieghi a espirare, cercando di impiegare tempi uguali per entrambi. Così se ad esempio conti fino a 3 per completare una inspirazione, conta fino a 3 per completare una espirazione.
Porta l’attenzione principalmente al tuo respiro e prova lentamente a svuotare la mente dai pensieri.
So bene che sarà difficile, soprattutto all’inizio, e che la tua mente si divertirà a far di tutto per distrarti. Tu continua a portare l’attenzione al tuo respiro. Semplicemente osserva i pensieri che affiorano e lasciali passare, senza prestarci attenzione.
I nostri pensieri cercano di intrappolarci nelle emozioni passate o future, distogliendoci dalla cosa che invece ha più bisogno della nostra attenzione: il presente.
Ogni volta che un pensiero si presenta osservalo, come se tu guardassi una nuvola che passa in cielo, e riporta la tua attenzione al ritmo del respiro che entra e esce.
Questo esercizio semplicissimo, è il metodo che giorno dopo giorno ti condurrà a raggiungere uno stato di tranquillità e concentrazione più profondo e a vivere con più consapevolezza ed efficacia il presente in cui vivi. Il mio consiglio? praticalo la mattina appena ti svegli e la sera prima di rientrare a casa dal lavoro e giorno dopo giorno inizierai a vederne i benefici facendola diventare una abitudine a cui non vorrai rinunciare.



