Le asana sono le posture dello yoga. Aiutano a sciogliere le tensioni, migliorare la flessibilità, rafforzare e tonificare la muscolatura per stare meglio, acquistare autostima e fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità.
Il termine deriva dal sancrito:
- asana – significa essere seduto, postura rituale dello yoga.
In alcuni testi sacri dello yoga, Yogasutra, le asana vengono definite come Sthirasukhamasanam che significa:
- postura (asanam) stabile (sthira) e confortevole/comoda (sukham). C’è un articolo approfondito a questo link.
Alla luce di questa interpretazione, le asana sono delle posizioni in cui rimanere fissi e immobili comodi e radicati. Non devi soffrire facendo yoga, al contrario lo yoga serve a farti stare bene.
E’ importante tener presente questa definizione, perché ogni posa deve adattarsi a noi come fosse un vestito, che va portato dalla sarta, cucito, allargato, accorciato in modo che sia tagliato per noi. Lo stesso deve accadere con la posizione, che deve diventare pian piano nostra.
Quando la eseguiamo dobbiamo farlo in modo da poterci restare fermi, stabili e soprattutto a nostro agio, anche a lungo.
Alcune asana ci riescono subito, ci piacciono immediatamente, mentre altre ci risultano estranee, o fatichiamo a capire come eseguirle. Nella nostra pratica quotidiana, a noi è capitato di non riuscire ad eseguirle soprattutto quando eravamo nervose o con la testa piena di pensieri. Con il tempo e con l’esercizio abbiamo imparato a fare e ad apprezzare anche le asana che inizialmente ci erano parse impossibili.
Fare yoga può essere un allenamento impegnativo come un’ora in piscina o una lezione aerobica in palestra. Ma fare yoga non è solo un esercizio fisico. Di fatto le posture vanno ben oltre, coinvolgono corpo e mente, richiedendo una concentrazione maggiore della semplice ginnastica.
È utile sfatare un pregiudizio molto comune e che…confessiamo…avevamo anche noi: lo yoga non è noioso. In realtà tutto dipende da come viene fatto.
“Yogare” può essere divertente come una lezione di step o di salsa perché sei tu a decidere come farlo e che ritmo dare alla tua pratica.
L’asana in sé non è il fine, ma lo strumento per il tuo benessere. Ti aiuta a rilassarti e a portare la tua attenzione sui movimenti, svuotandoti la mente e liberandoti dalle ansie.
L’asana è un percorso personale in cui corpo e mente sono coinvolti ed è questo il suo vero scopo.
Il risultato non è la posizione perfetta da manuale, bensì fare tua quella posizione nel rispetto del tuo fisico, della tua conformazione e dei tuoi limiti.
Esiste una lista di consigli per facilitare l’esecuzione delle posizioni:
- l’alimentazione – sarebbe preferibile fare yoga sempre a stomaco vuoto o avendo bevuto una tazza di caffè, tè o latte, ma comunque sempre lontano da pasti abbondanti. Poi, una volta finito, dopo una mezz’ora si può mangiare senza problemi.
- le posizioni capovolte o invertite – quelle in cui il bacino è più in alto della testa, sono sconsigliate nel caso di persone costipate perchè stimolano i movimenti delle viscere e possono provocare disagio. In tal caso si ritengono praticabili solo Sirsasana e Sarvanagasana (posizioni tipo candela) e loro varianti.
- l’acqua – favorisce l’esercizio delle asana. Le posizioni riescono meglio dopo aver fatto un bagno o doccia caldi, perchè i muscoli scaldati sono più flessibili e allungabili. In particolare il grande maestro B.K.S. Iyengar consigliava di lavarsi non solo dopo la pratica, ma anche prima.
- la respirazione – sempre con il naso e mai con la bocca.
- chiudere gli esercizi sempre con il SAVASANA – la posizione sdraiata preposta al rilassamento e al recupero delle forze e delle energie.
- lo specchio – è utile per guardarsi, per individuare i propri errori e quindi correggersi
- fare le asana più complicate – di mattina o fino a metà giornata quando si hanno ancora energie da spendere, mentre le asana più facili e rilassanti sono indicate per la sera.
- ascoltare il proprio corpo – scegliere la sequenza in base al proprio umore e alle proprie esigenze. Se ti senti stanco e affaticato, fai degli esercizi rilassanti e dolci, non importa che sia mattina presto o metà giornata, rispetta le richieste del tuo corpo.
Le asana sono centinaia e hanno nomi in sanscrito che richiamano gli animali e la natura.
Ne esistono di vario tipo e differente difficoltà.
Sono classificate in:
- posizioni in piedi
- posizioni sedute
- posizioni in ginocchio
- posizioni supine
- posizione prone
- posizioni sulle braccia
- posizioni invertite
“Quando l’Asana è eseguito correttamente si percepisce leggerezza e libertà” così diceva B.K.S Iyengar.



