I Bandha nello Yoga: punti di passaggio dell’Energia

Nella pratica dello yoga, la parola Bandha proviene dal sanscrito e significa “legame”, “unire insieme”, “afferrare” o “prendere”.

I Bandha sono 3 chiusure che possiamo attivare sia durante le Asana (posizioni) che nel Pranayama (controllo del respiro), per liberare e lasciar passare l’energia Kundalini all’interno del nostro corpo, arrivando così a un livello di maggiore consapevolezza e apertura.

Cosa blocca i nostri Bandha? i Granthi.

Ad ogni Bandha corrisponde un Granthi, ossia un blocco, come il nostro attaccamento alle cose materiali, alle persone, agli accadimenti della vita; in pratica le nostre paure.

I Bandha principali sono Muladara Bandha, Uddiyana Bandha, Jalandhara Bandha e infine Maha Bandha l’attivazione contemporanea di tutti gli altri 3 Bandha.

Muladara Bandha: si trova a livello del pavimento pelvico. Possiamo immaginarci questa area come un passaggio dell’energia Kundalini verso il primo e il secondo Chakra, quindi è legato al nostro istinto di sopravvivenza. Ci aiuta a superare il primo nodo che è Brahama Granthi, il nostro Ego, i nostri desideri primordiali.

Questo Bandha coinvolge i muscoli nella regione inferiore dell’addome, la zona del pavimento pelvico.

Per attivarlo si contraggono i muscoli del pavimento pelvico e dell’addome, poi si “tirano” verso l’interno, in direzione della colonna vertebrale, e verso l’alto, in direzione dell’ombelico.

Uddiyana Bandha: si trova a livello del nostro addome. È la porta verso il terzo e quarto Chakra. Due centri energetici che gestiscono le nostre emozioni

Il secondo nodo è Vishnu Granthi, l’attaccamento alle situazioni, il ripetere determinati schemi richiamando alla mente sempre gli stessi pensieri.

Questo Bandha coinvolge il sollevamento del diaframma verso l’alto e la retrazione degli organi addominali, spingendoli verso la schiena e la colonna vertebrale. Si ottiene contraendo l’addome e sollevandolo verso il torace con un effetto a onda così da far risalire l’energia dall’ombelico e spingerla verso il cuore.

Uddiyana Bandha è di grande aiuto in Asana di forza ed equilibrio e contribuisce a comprendere meglio come utilizzare l’energia durante la pratica delle Asana.

Jalandhara Bandha: si trova a livello della nostra gola e Rudrha Granthi è il nodo che viene aperto da questo Bandha. È collegato al Chakra della gola e al Chakra della fronte quindi ai nostri pensieri, al nostro vederci come singoli individui.

Questa Bandha coinvolge il collo e la gola, che vengono contratti, mentre il mento si appoggia sul petto nell’incavo tra la clavicola e lo sterno.

Maha Bandha: Superare tutti blocchi ci aiuta ad avere una visione universale verso l’esterno.

I Bandha come abbiamo visto rappresentano molto più di semplici contrazioni muscolari. Sono collegati alla regolazione dell’energia vitale del corpo, il “Prana”. Questa pratica consente di convogliare il Prana attraverso i canali energetici del corpo in modo da favorire la salute fisica e mentale.

Molte persone pensano che la forza derivi unicamente dai muscoli della parte più in superficie del corpo. Tuttavia, lo yoga ci insegna che tutti i muscoli, compresi quelli più profondi, lavorano in armonia per renderci più forti. Spesso, in posizioni in cui dovremmo sollevare il nostro corpo sulle mani, ci sentiamo pesanti e attribuiamo la colpa al nostro peso corporeo o alla mancanza di muscoli nelle braccia. In realtà, il problema spesso risiede nella mancanza di utilizzo dei muscoli pelvici ed addominali più profondi. Imparare ad utilizzare i Bandha può inizialmente sembrare solo un esercizio di Pranayama, ma col tempo diventa naturale quanto contrarre qualsiasi altro muscolo.

L’uso dei Bandha richiede pratica costante e consapevolezza. Queste aperture giocano un ruolo essenziale nella pratica yoga, contribuendo non solo alla forza fisica ma anche alla chiarezza mentale e all’equilibrio energetico. Con il tempo ci aiutano a sperimentare la connessione tra i diversi livelli di consapevolezza dell’essere umano.