I benefici delle asana con torsioni nello yoga sono molti. Oltre ad essere un valido aiuto per la flessibilità della colonna vertebrale, sono considerate detossinanti e quindi ottime per depurare il nostro corpo.
Le torsioni sono posizioni al tempo stesso energizzanti e rilassanti. Anche se sembrano due concetti apparentemente in contrasto, in queste asana coesistono in armonia e lavorano in sinergia.
Esistono una grande varietà di asana con torsioni, da quelle più semplici fino a quelle più complesse. Alcune sembrano scomode a prima vista, ma la loro pratica costante porta ad allentare tensioni muscolari che normalmente non si riescono a sciogliere, lasciando un profondo rilassamento.
Se eseguite correttamente donano una diffusa sensazione di benessere al corpo e allo spirito.
Ma come eseguire le torsioni per ottenerne il massimo giovamento senza rischi per le articolazioni?
Ci sono delle regole precise da seguire per compiere le torsioni e averne beneficio:
- eseguirle dopo aver scaldato i muscoli;
- praticarle in maniera lenta e dolce;
- non fare mai movimenti con sforzo;
- non passare troppo velocemente da un movimento all’altro;
- seguire il ritmo di una respirazione corretta, inspirando profondamente prima di ogni torsione.
Ogni volta che si pratica un’asana, teniamo presente che la parola stessa ci dà un importante insegnamento:
in sanscrito vuol dire “posizione immobile radicata comoda”, cioè una posizione in cui restare immobile per un paio di respiri stando comodi, senza soffrire, tirare e sforzarsi (vedi il nostro articolo)
Le prime volte ci sembrerà di ruotare poco o di non ruotare affatto, ma ascoltiamo il nostro corpo e arriviamo fin dove possiamo.
Durante la pratica il corpo deve imparare ad adattarsi alle posizioni nuove. Muscoli, tendini e legamenti si devono allungare millimetro dopo millimetro, con un po’ di pazienza e di costanza.
Il corpo risponde con gradualità, come a ricordarci il valore del tempo e della pazienza, concetti che nella nostra vita quotidiana a volte ci dimentichiamo.

Le torsioni variano tra quelle da eseguire sedute adatte al risveglio o al principio della pratica, quelle in piedi da eseguire quando la schiena è sciolta dalle tensioni e i muscoli sono più caldi e infine quelle sdraiate, da eseguire al termine della pratica.
Anche la respirazione è importante in queste asana: il consiglio è sempre di inspirare prima di una torsione. Infatti quando si inspira e si trattiene l’aria, si favorisce l’allungamento della colonna vertebrale evitando così che si verifichino schiacciamenti fra i dischi intervertebrali e anche eccessive compressioni degli organi interni.
Le torsioni rinforzano e distendono i muscoli alleviando il mal di schiena. La torsione del busto poi, comporta una compressione alternata del ventre facendo una sorta di massaggio degli organi addominali che stimola il corretto ritmo di funzionamento, aiutando a drenare i liquidi.
Ma lo yoga non è solo ginnastica e le torsioni hanno un significato più profondo:
il punto dove avviene la torsione, cioè il nostro punto vita, è infatti quello in cui si divide la cavità addominale, dove hanno sede i primi 3 chakra Muladhara, Svadhistana e Manipura che sono legati al nostro lato più istintivo, dalla cavità toracica dove si trovano Anahata, Vishudda, Ajna e Sahasrara i chakra che controllano l’energia spirituale. Le torsioni ci consentono di guardare la realtà attraverso prospettive diverse (il ruotare prima da una parte e poi dall’altra rappresenta proprio questo), e ci aiuta a non rimanere fossilizzati su un’idea, facendoci comprendere che la vita è un continuo cambiamento.



